Partecipò a 63 combattimenti aerei, abbattendo 34 velivoli nemici, l'ultimo a Borgo Malanotte nei pressi di Tezze di Piave, mentre stavano arrivando le truppe austriache, tanto che le nostre retroguardie in ritirata segnalarono al pilota di non scendere a visionare l'aereo abbattuto, dato l'imminente arrivo del nemico. Il suo primo abbattimento venne effettuato sopra il cielo di Gorizia: dopo vari minuti di ingaggio riuscì a portarsi con una cabrata in coda al velivolo avversario che, ricevuti 45 colpi, non ebbe scampo e precipitò. Baracca atterrò subito nei pressi dello schianto per sincerarsi delle condizioni del pilota nemico e congratularsi con lui per il combattimento. Questo gesto da parte di Baracca non fu isolato, infatti sosteneva «è all'apparecchio che io miro non all'uomo». Morì durante una missione di mitragliamento a bassa quota, sopra Colle Val Dell'Acqua, sul Montello (tra Nervesa della Battaglia e Giavera del Montello), abbattuto probabilmente da un colpo di fucile sparato da terra, mentre con il suo SPAD S.XIII sorvolava le trincee austriache, durante la battaglia del solstizio (giugno 1918). Clicca sulla foto per continuare...mercoledì 26 agosto 2009
Chi era Francesco Baracca
Francesco Baracca (Lugo di Romagna, 9 maggio 1888 – Nervesa della Battaglia, 19 giugno 1918) è stato un asso dell'aviazione italiana nella Prima guerra mondiale.
Partecipò a 63 combattimenti aerei, abbattendo 34 velivoli nemici, l'ultimo a Borgo Malanotte nei pressi di Tezze di Piave, mentre stavano arrivando le truppe austriache, tanto che le nostre retroguardie in ritirata segnalarono al pilota di non scendere a visionare l'aereo abbattuto, dato l'imminente arrivo del nemico. Il suo primo abbattimento venne effettuato sopra il cielo di Gorizia: dopo vari minuti di ingaggio riuscì a portarsi con una cabrata in coda al velivolo avversario che, ricevuti 45 colpi, non ebbe scampo e precipitò. Baracca atterrò subito nei pressi dello schianto per sincerarsi delle condizioni del pilota nemico e congratularsi con lui per il combattimento. Questo gesto da parte di Baracca non fu isolato, infatti sosteneva «è all'apparecchio che io miro non all'uomo». Morì durante una missione di mitragliamento a bassa quota, sopra Colle Val Dell'Acqua, sul Montello (tra Nervesa della Battaglia e Giavera del Montello), abbattuto probabilmente da un colpo di fucile sparato da terra, mentre con il suo SPAD S.XIII sorvolava le trincee austriache, durante la battaglia del solstizio (giugno 1918). Clicca sulla foto per continuare...
Partecipò a 63 combattimenti aerei, abbattendo 34 velivoli nemici, l'ultimo a Borgo Malanotte nei pressi di Tezze di Piave, mentre stavano arrivando le truppe austriache, tanto che le nostre retroguardie in ritirata segnalarono al pilota di non scendere a visionare l'aereo abbattuto, dato l'imminente arrivo del nemico. Il suo primo abbattimento venne effettuato sopra il cielo di Gorizia: dopo vari minuti di ingaggio riuscì a portarsi con una cabrata in coda al velivolo avversario che, ricevuti 45 colpi, non ebbe scampo e precipitò. Baracca atterrò subito nei pressi dello schianto per sincerarsi delle condizioni del pilota nemico e congratularsi con lui per il combattimento. Questo gesto da parte di Baracca non fu isolato, infatti sosteneva «è all'apparecchio che io miro non all'uomo». Morì durante una missione di mitragliamento a bassa quota, sopra Colle Val Dell'Acqua, sul Montello (tra Nervesa della Battaglia e Giavera del Montello), abbattuto probabilmente da un colpo di fucile sparato da terra, mentre con il suo SPAD S.XIII sorvolava le trincee austriache, durante la battaglia del solstizio (giugno 1918). Clicca sulla foto per continuare...
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